sweethoney9


zibaldone

Ancora Natale

di nuovo Natale.

con i desideri e i pensieri le gioie e le speranze.

scrivo con il cuore pieno, con le luci colorate e il rumore delle palline di vetro appese a un albero illuminato che riscalda la casa di un atmosfera buona.

ci sono sorrisi e risate, fiocchi e pacchetti, tintinnìo di bicchieri e chiacchere allegre.

questo è Natale. con le persone che ami e che hai la fortuna di avere intorno.

siamo sereni e siamo felici. siamo ricchi e fortunati.

questo è il mio Natale.

il mio augurio a tutti gli amici è che sia così.

detto il Cobra.

all’Amico che se n’è andato, quello con il cuore negli occhi e il coraggio nelle mani

quello che era sempre, semplice, concreto, presente, anche quando il corpo non l’ha più permesso

da sempre nei ricordi, nelle risate, nel le chiacchiere con la saggezza della semplicità e la forza dell’idea

con le mani nel lavoro e l’anima nella musica, quella che suonava e scriveva quando scendeva la sera..

con la passione per la neve, che l’ha accompagnato fino a quando ne ha potuto godere

che ha saputo resistere e combattere la battaglia più difficile, infida, feroce, quella della malattia  con la forza e la determinazione di non mollare, com’era solito fare

che ci ha lasciato, ma non l’ha fatto perchè è in tutti noi.

Ciao Irvano.  

un pensiero per te

quello che la vita ci ha regalato è stata una famiglia. unita.

quello che la vita ci ha lasciato è una famiglia. monca.

manchi nei pensieri, nei ricordi, e nei sorrisi.

anche nelle immagini che appaiono sfuocate, lontane.

è un vuoto che ci avvolge e ci travolge. tutti.

il rimpianto è di non aver potuto fermare questo male violento, anche quello che avevi dentro, di non essere arrivati in tempo.

e l’impotenza che ci coglie all’improvviso. noi, ricordi?, che pensavamo di spaccare il mondo!

è un sorriso beffardo l’ultima immagine che ho di te, che affiora nella mia mente continuamente.

è la tua voce sicura che ricordo al telefono. un’ultima volta.

poi ci sono i mille ricordi, di una vita comune nonostante fossimo lontani, di amore sincero. fratelli e sorelle. una sola famiglia.

la passione è stata la forza della tua vita. 

rimani così. forte, alto, presente e appassionato.

manchi Roberto.

tua cugina, sorella, amica 

Cima 12 Valsugana

delle stelle cadenti.

arrivo affamata e basta un abbraccio per calmare la fame.

lo aspetto da quando ho aperto gli occhi, e puntuale arriva.

le mani si intrecciano in sintonia con i passi che sono uguali, come gli occhi che si insinuano nei sorrisi.

le parole il linguaggio del cuore.

sensazioni. novità. confidenza. consuetudini. 

come dopo un tuffo risali in superficie: un respiro a pieni polmoni.

mi addormento tenendoti ancora per mano. mi risveglio con le tue mani addosso.

hai allontanato gli incubi con un sorriso. ti ho accompagnato nel tuo sogno.

scorrono le immagini dietro un finestrino:  case con i balconi aperti, filari di alberi, colline.

sono sazia. hai placato la fame di emozioni.

ma come per incanto si apre un vuoto, nello stomaco, ancora: la nostalgia.

e mi ritrovo come quando son partita, e mi manchi.

meno male che esistono le stelle cadenti, capaci di creare una notte magica, di

quelle che non finiscono.

io l’ho vista, e ci credo.

 

 http://www.youtube.com/watch?v=s6B1BTCsa94

figlia di un attimo fuggente

ho due paia d’occhi davanti, sono entrambe azzurre.

in uno sguardo leggi la stanchezza, nell’altro la vita

io sono in mezzo.

sorridono entrambi, con linguaggi diversi

ci sono anche dei capelli biondi, alcuni con riflessi argentati, altri con il sole che brilla

sono abbracci, uno che non ti lascia andare, l’altro che uffa e dai, lasciami andare

e sono storie da ascoltare e altre da inventare ancora

forse è solo la pioggia che batte sui vetri in una giornata autunnale afosa

dove anche le piante stanno nel mezzo e non sanno che pensare: mi addormento o rifiorisco?

ecco la sintesi dei miei pensieri. chi s’addormenta e chi fiorisce.

entrambi regalandomi qualcosa.

grazie mamma, grazie andrea

ecco

un incontro di occhi quello che ci ha unito.

un caffè e una passeggiata lunga un giorno intero.

un bacio inatteso, il rumore di un treno.

c’è sempre un lampione, c’è del pudore.

sono incroci di mani, di pelle, di respiri

c’è l’emozione ad ogni incontro, c’è la voglia di averti addosso

c’è il sorriso, c’è la condivisione, la passione

la voglia di amarti e di sorprenderti,

di sentire il tuo respiro che si si fa veloce fino a fermarsi.. per un attimo, guardandomi

di allungare una mano e trovarti accanto e sentire che mi abbracci dormendo

voglia di goderti, di farti l’amore, di vederti ridere

di vederti entrare da questa porta e chiuderla dietro di te

di guardare con i tuoi occhi,

forse, solo, di prenderti per mano.

la fragilità delle cose

E’ sotto la luce scarna di quel lampione, in questo territorio ormai abbandonato e scarno, che riesco a intravedere dei colori… ma forse è veramente l’alcool che mi guida.

un uomo si volta, mi vede… il coperchio di un bidone ricolmo cade e facendo rumore… un gatto mugola cercando di conquistare una femmina… lui si ferma, mi guarda..

Mi avvicino, il rumore del suo passo viene assordato dalle sirene di qualche auto della polizia intenta ad inseguire il sogno dell’ordine..

Il suo profumo mi inebria, mi fa girare la testa… inciampo e cado. con le mani a terra e le ginocchia doloranti mi accorgo che è caduto l’orologio… quell’orologio. Lo raccolgo e ascolto. silenzio. si è fermato.

La fragilità delle cose… Ci si accorge solamente quando si incrinano, o si rompono… non so se ha voglia di ascoltare ma ne ho bisogno io. Ascoltami.

E’ un discorso che faccio a me stesso, in solitaria, ma è più facile guardando qualcuno negli occhi.

Sono occhi nuovi, estranei… mani sconosciute che si tendono.

In fondo è un’orologio. Quell’orologio.

quello che non dico

Quello che non dico a volte trabocca.

si presenta alla bocca dello stomaco, mi toglie il fiato, brucia gli occhi.

Mi sono abituata al silenzio, così comeun cucciolo si affeziona a chi lo accolgie.

Mascodinzolare a volte è faticoso.

Le mani chiuse non stringono nulla, le bocche mute sgomentano.

E’ il silenzio che combatto, ogni giorno,. sperando si rompa, si frantumi, e facendolo faccia rumore, molto. Potrei anche raccogliere i cocci, forse. o forse potrei finalmente solo pulire, distrattamente.

Sono silenzi che ricordo, ma sono silenzi forti, pieni di cose, di parole, emozioni, attimi rubati a vite confuse.

Strade sbagliate che sembrano regali, cambi di destinazione repentini che sono segnali; andiamo oltre, senza fare attenzione.

Oggi il silenzio si aggira subdolo. Lo percepisco, lo accuso, ma non lo sento.

Con l’amore che posso. Nonostante.

http://www.youtube.com/watch?v=YQJNsBJDdzE

immagini

Ti ho accolto come un raggio di sole, una giornata nuova.sapendo che sarebbe tramontato, lasciandomi al buio.

lo sapevo, e mi dicevo che non era importante. avrei giocato tutte le mani a disposizione, non avrei perso comunque.

il gioco non fa per me.

e tutto quello che ho giocato è scomparso. la promessa mantenuta. è diventato scuro, tutto.

un aereoporto affollato, in coda per il checkin, mi spingono ovunque, guardo indietro. Ti vedo che mi  guardi da lontano, e la sensazione di vederti per l’ultima volta mi mangia lo stomaco, nonostante mi avessi detto che il tempo era breve.

sesto senso, paura, chiamala come vuoi. io lo sapevo.

mentre attendo il volo, ho pianto molto. ti sapevo lì, ed eri già così lontato. anche i  gate di imbarco erano agli opposti.

squilla il telefono. mi raggiungi. no, chiamano il mio volo, a stasera.

sei rimasto quell’immagine. alto, solo, che mi guardi andare via.

sono rientrata con il vuoto che mi mangiava.

avevo ragione, accidenti.

e a pensarci ora fa male ancora. mi manchi. come l’aria.

sensazioni che affollano la mente. in un momento solo conoscerti amarti e già sapere che devi andare via.

non gioco più.

http://www.youtube.com/watch?v=rbcKDxZqxUU

first time

piove, ma proprio oggi? sono in ritardo. il bosco è cupo, il cielo non si vede.

all’ultimo tornante riesco a vederti, sotto l’acquazzone, enorme dentro quella macchina.

scroscia la pioggia. sono in ritardo. ho preso tutto, cibo, vino, musica. e il fuoco, ora lo accendo. fa freddo.

aggroviglio i pensieri per non sentire la voglia che cresce.inutilmente.

basta sfiorarti che non ti posso stare lontana. è l’incontro di labbra di mani di occhi pelle profumo pensieri voglie desiderio

piove, acqua che bagna, non riesco a staccarmi, ti ho addosso.

all’alba c’è il sole.

l’emozione è l’accappatoio che ti è corto il blu degli occhi il silenzio di un abbraccio.

ti ho trovato.

è come oggi. un anno fa. miss you

http://www.youtube.com/watch?v=tEGFuXGHMdY